Viaggio in Ecuador
8 gennaio / 4 febbraio 2004
Elenco e-mail di viaggio ed annotazioni (di Enrica)
Venerdì 9 gennaio 2004
-Prima
tappa-
Tutto
O.K. siamo nella splendida Quito, un poco di mal di testa da altitudine e
da luminosita' intensa. Ho gia' finito il primo rullino da 36 foto e qui
sono solo le 13 ....ahi ahi ahi poveri voi !!!
Ciao Enrica
Quito. La luce del sole sopra la città. Mille colori che emergono dal grigio.
Dalla guglia della Basilica del Voto Nazionale.
Quito: una strada nella città coloniale.
La luce a Quito è affascinante quanto imprevedibile. Qui siamo a calle de Rocafuerte che conduce al monastero di S. Chiara. Dalle montagne circostanti scendono le nubi che oscurano temporaneamente il sole. Ma un raggio i luce tagliente penetra nella spessa coltre nuvolosa e illumina una parte della città.
Quito: plaza S. Domingo
Quito: Venditori di scope e spazzoloni in piazza S. Francisco
domenica
11 gennaio 2004
-seconda tappa-
Quito: dall'hotel della prima notte ci siamo spostati ospiti a casa di
un italiano speciale, conosciuto in rete, di cui mi sentirete parlare a
lungo, situata in un punto alto da cui si domina tutta la citta'.
Ora ci troviamo invece a 3000 metri sulle Ande a nord
di Quito verso il confine della Colombia ( Mirella controlla sulla cartina !!
).
Siamo arrivati qui dopo aver visitato
paesi, mercati indios, lagune e zizagato tra vulcani di 5000 mt piu' o meno.
Abbiamo preso tre bus e 5 taxi ma abbiamo raggiunto
questa meta di El Angel perche'
domani ci aspetta una avventura speciale , andremo infatti....
continua alla prossima puntata
Ciao Enrica e Nello
lunedì
12 gennaio 2004
-terza tappa-
Giornata magica..da fiaba!!!
Don Manuelito ci e' venuto a prendere alle 8.30 per
portarci con la sua camionetta scassatoccia e puzzolente di gas fino al paramo
de El Angel nella riserva nord orientale a 4000 metri .
Lassu' esiste una stranissimo fiore alto anche fino a
7 mt., ripeto sette metri; di questi strani margheritoni da quota 3500 a
4000 ne esistono 50.000 ettari !!!
Ci siamo trovati soli in uno scenario irreale ...non
un turista, non un contadino, abbiamo solo atteso di vedere il condor ..., ma
era in ferie ( forse a Rimini).
Lungo ritorno sulla capitale, domani si parte in volo
per le Galapagos : abbiamo beccato un last minute su yatch di lusso a prezzi
umani -
Nel programma vagabonderemo per le isole per circa 10
giorni, se non ci sentite per un po’ non preoccupatevi siamo alla ricerca dei
pochi albatros non migrati (causa sciopero controllori di volo?).
Ciao
Enrica e Nello
X Silvia - come sta kinder? e come sopravvivono i
vicini ?
X Sara : sei tornata? Dai notizie
X Maura: a momenti ci beccavamo a Madrid
x Eugenio : non morderti le mani....potresti arrivare al gomito in pochissimo tempo.
martedì
13 gennaio 2004
-IMBARCATI !!-
Sveglia alle 5, volo magnifico da Quito alle
Galapagos, giornata solare, (scottature in vista!), cabina superiore sullo yacht
Liberty ( quasi di lusso)…. purtroppo......gli altri 10 sono....italiani...ma
per fortuna sembrano quieti.
Siamo atterrati sull'isola di San Cristobal, punto di imbarco
della nostra barca, la giornata e' iniziata andando a vedere le iguane
marine e facendo il bagno assieme ai leoni marini.
Non potremo dare notizie per un po.....quindi riposatevi pure.
Enrica e Nello
P.S. sulle isole non si fuma ( figuriamoci se si beve
qualcosa....) ma vi assicuro che sembra valere la pena qualsiasi sacrificio.
X Sara: cavolo dove sei vuoi mandare notizie !!
mercoledì
14 gennaio 2004
-primo sbarco-
Abbiamo lasciato la prima barca ora siamo nel centro
dell'isola Santa Cruz molto vivace, ci concediamo due giorni a terra (FERMA
se Dio vuole! ) per poi ripartire con un'altra barca per altre
destinazioni.
Ieri la giornata e' stata tutta dedicata all'isola di
Española .....una favola e oltre due rullini di foto.
Abbiamo fatto il bagno con i leoni marini in una
lunghissima spiaggia di sabbia bianchissima.
Per
fortuna il cielo e' coperto perche' ci siamo gia' scottati cosi'.
Abbiamo
trovato gli albatros: una coppia regolare ed una un po' meno ( erano in tre a
sbaciucchiarsi).
Ragazzi ancora non ci pare vero pensare di avercela
fatta ed essere quì alle Galapagos !!! ( traduzione per Silvia: totale
pischella totale)
Salutoni Enrica Nello
P.S. X Eugenio.....se hai finito le mani puoi anche
cominciare a mangiarti i piedi !!
In allegato due assaggini di foto....non rosicate !!
lunedì
19 gennaio 2004
-secondo sbarco-
Ola ragazzi,
siamo embriaghi di sole, di mare, di mal di mare, ma
soprattutto di meraviglie.
Abbiamo stampate negli occhi delle immagini che
sembrano di un altro mondo.
Oggi alle ore 3.14 a latitudine 00 e qualcosina sono
rimasta senza respiro: stavo in bilico su di una roccia per fotografare un
piccolo di fregata nel nido quando e' arrivata la mamma ( enorme) ad
imboccarlo....purtroppo le foto non saranno un granche' visto che ero ....troppo
vicina!!
E poi ancora leoni marini, suoli lunari ,di marte, di
giove e non so spiegarvi meglio ma e' qualcosa di impensabile.....in una sola
foto sono riuscita a riprendere:
3 pinguini
1 leone di mare
1 pellicano
Un abbraccio a tutti ed un augurio a voi ( e da
Enrica prima di tutto alle sue figlie ) di poter arrivare qui
prima o poi....
Enrica e Nello
Due foto ancora per voi, (ma caproni che non siete
altro... se ne volete altre svuotate la casella postale altrimenti non c'entrano
ed io vi cancello dall'indirizzo !! )
P.S.
X Silvia come sta Kinder
X Silvia se vedi Giglio digli "missione
compiuta" lui capira'
X Eugenio....inutile parlare ulteriormente con un
povero tronco umano..........
giovedì
22 gennaio 2004
-IN
VIAGGIO VERSO SUD-
Siamo rientrati a Quito dalle Galapagos, abbiamo ancora un po' di mal di
terra, ma l'aria fresca delle montagne ci e`piaciuta molto.
Ancora un giorno a goderci la meraviglia di questa citta' ( siamo saliti
in cima alle torri della basilica con scalette di ferro precarie ), abbiamo
visitato altri paesini nelle vicinanze e stamane si parte verso sud: prima tappa
Latacunga.
Per ora e' tutto dall'Ecuador a voi Italia.
Enrica Nello
P.S. che c..... fa il Berlusca ? Qui ,se lo
nominiamo, ridono tutti !
venerdì
23 gennaio 2004
-Pronti per il COTOPAXI-
Siamo a Latacunga ( seguirci nella cartina) altitudine 2500, e' una
giornata fantastica gli stessi abitanti sono meravigliati del tempo caldo e
senza lluvia , siamo ai piedi del vulcano Cotopaxi di appena 5.800 metri.
Tra mezzora partiremo per una ascensione a 4.800..... ad Enrica non e' ancora
passato del tutto il mal di mare e si ritrova già con il ...mal di
montagna!! .
Ce la faremo a raggiungere il rifugio ?
Lo saprete alla prossima puntata.
Enrica Nello
X Silvia : spendi tutto quello che devi per Kinder mi
raccomando !
X Maurizia : rientrero' il 5 febbraio ora cerco di
mandarti le e-mail precedenti.
X Mirella di Imola: strano che non hai ricevuto posta
ho sempre scritto: riinvio .
X Berlusconi : ora che sei piu' bello siamo tutti
piu' sereni !
lunedì
26 gennaio 2004
-SOPRAVVISSUTI-
Siamo sopravvissuti a cinque ore di scarpinata a quota oltre 4000. Il
cielo era terso come non mai : il Cotopaxi ci ha offerto delle viste
incantevoli.
Siamo partiti in tre piu'
la guida: noi due piu' Sandro ( mastro birraio delle montagne di Udine, che caso
vuole aveva tra i suoi pochi appunti di viaggio proprio il racconto di Enrica e
Cristiano che Enrica ha fatto mettere sui siti di Michele e Maurizio), Sandro
con tanta pazienza ha adeguato il suo passo montanaro al nostro –
diciamo- collinare.
Abbiamo percorso un itinerario alternativo rispetto a quello battuto dai
turisti: ed infatti non abbiamo visto nessuno tranne un colibri' ed in
lontananza tre bianchi cavalli selvatici.
Abbiamo raggiunto due cascate che scendevano
direttamente dal ghiacciaio ( purtroppo non possiamo mandare foto perche' qui'
sulle Ande non sanno nemmeno cosa sia una card digitale) una delle due
scorreva su roccia bianchissima ( latte) e l'altra, pur vicina, su roccia rosso
bruna da cui (cioccolata).
Spuntino a 4200 con vista a 360 gradi , mentre il
bravo vulcano mandava in alto sbuffatelle di fumo, gia' perche' si tratta del
piu' alto vulcano attivo del mondo. Poi , rifocillati, abbiamo imboccato
il canalone creato dalle eruzioni dei secoli passati : passetto passetto in
certi punti non avevamo la forza di mettere un piede davanti all'altro.
Il pericolo del Cotopaxi e' che, quando erutta, la
lava scioglie il ghiacciaio e fa precipitare a valle valanghe di acqua e fango..
Ritorno altrettanto lento, all'inizio, poi
acceleriamo il passo perche' il tramonto e' prossimo e la temperatura ( prima
ottima col cielo limpido, va calando velocemente).
Finalmente con sollievo vediamo in lontananza la
nostra jeep, nel frattempo il cielo ci offre un tramonto mozzafiato, ma non fino
al punto che.....Sandro ed Enrica non si accendano la agognata sigaretta
proibitiva in altitudine !!
Rientriamo sfiniti ed Enrica riesce ad addormentarsi
prima che la sua mezza aspirina si sia sciolta nel bicchiere.
Ma non finisce qui ....l'indomani , sempre di buon
ora, partiamo in bus , sempre con il nostro simpatico birraio, alla volta di
Zumbaua lungo una strada impensabile arrampicata sulle montagne (che ci ha
rubato mezzo rollino di foto solo dal bus) abbiamo superato un passo ad oltre
4000, visto vallate e parami, per poi tuffarci in un mercatino indigeno
delizioso , verace con noi unici turisti a girovagare tra polli, lama, tessuti
colorati, frutta..... si unisce a noi un giovane tedesco- ahime' anche lui
montanaro- .
Breve contrattazione con i locali e poi si sale sul
cassone di una camionetta scoperta e si parte alla volta della laguna di
Quilotoa a 3.800 ( ma ormai siamo ambientatissimi: mal di testa zero su zero !
).
Enrica si rifiuta di scendere nel cratere della
laguna ( 400 metri di profondita' , ma il suo problema non era scendere, ma
risalire dopo) per cui resta in cima a far la
guardia agli zaini, prendere il sole ( si scottera' ) e giocare con i
bimbi e chiacchierare ( a gesti ) con le donnine locali.
Nello
invece seguira' i montanari giù nel cratere.........ma lo vedremo tornare….a
dorso di....mulo ( cosi' invece di mal di gambe, oggi ha mal di c..... ) !!
Ci rifocilliamo con l'unico cibo disponibile li sui monti : un ovetto fritto
e patate lesse.
Stamane nuova sveglia all'alba e partenza per il
mercato di Pujili' ( deludente), ma poi scopriamo il santuario del Dio Niño de
Isinche..........non segnato nemmeno dalle guide: e' domenica e ci mettiamo in
fila, quasi in processione, per poter venerare anche noi questo delizioso
bambinello miracoloso.
Poi via ancora su un bus, recuperiamo i bagagli a
Latacunga e di nuovo altri due bus
per proseguire a sud fino a Baños da dove stiamo scrivendo.
Ci ha accolto maestoso e minaccioso il vulcano
Tungarahua pericolosamente ed abbondantemente fumante: siamo in allerta "naranja"
vale a dire prima del "rojo"
Abbiamo fissato una stanza ( meravigliosa a 4 dollari
a testa, con parete finestra con vista sulle cascate....le foto testimonieranno
anche questo) per tre notti, sempre che non ci evacuino prima !!!
Per stasera e' tutto ....forse andremo a spiare
il vucano di notte , ma......il seguito alla prossima puntata.
Enrica Nello
P.S. per i diritti di autore passeremo dopo per la
colletta !
X Enrica di Montecatini ....hai visto che oramai in
rete sei un esperto viaggiatore !
X Eugenio....se e' andato a buon fine il trapianto di
arti ....ora magnati anche quelli altrui !!
X Antonella .... lo spicchio di luna, in cielo,
scendendo dal Cotopaxi, era completamente.....orizzontale !!
lunedì
26 gennaio 2004
-NON SE VEDE NADA-
Ola, abbiamo passato parte della noche ad aspettare ( in vetta ad
un monte, attorno al falo', bevendo succo di caña caldo ma per fortuna
“corretto”) di vedere il Tungurahua eruttare, ma una nuvolaccia
dispettosa ci ha fatto fallire la missione.
Stamane volevamo riposarci, visto che in tutto ieri
avevamo preso ben 7 bus e un taxi ed invece siamo saliti al volo su un'altra
jeep per un'escursione alle cascate.
Gia' questa e' infatti una gola montana che va ad
aprirsi fin sulla jungla amazzonica per cui qui' nascono infiniti rii che
andranno poi a confluire nel bacino del Rio delle Amazzoni.
Abbiamo attraversato una profonda gola in teleferica
fino in bocca alla cascata Manto della Novia, poi in bilico su un ponte sospeso
e traballante ( vietato salire in piu' di cinque e “brincare” ) e poi
ancora, tanto per non perdere l'abitudine alle scarpinate, siamo scesi in un
dirupo profondo fino al Pailon (pentolone) del Diablo dove la cascata del Rio
Verde ci ha rinfrescati con i suoi spruzzi ravvicinati.
Rientro a Baños e pranzo al mercato: ottimo per
$1,20 in due !!! (Quasi quasi vi invitiamo tutti a cena!! ).
In compenso al vulcano che fuma soltanto, ma non
erutta, qua oggi c'e' un cavolo di incendio e brucia mezzo monte, il problema e'
che i vigili (bomberos) ecuadoreñi affrontano le fiamme in mutande e con in
mano una scopa ciascuno!!!! Bah ? !!!?
E' tutto, domani relax alle terme poi partenza per
Riobamba Alausì per l’avventura
del trenino delle Ande.
Enrica Nello
P.S.
X Mamma Radicchi.......Ah , come ci e' caro il
ricordo delle fettuccine al ragu' di coniglio!
X Silvia .... dammi notizie di Kinder e della casa,
poi di' a Pino Giglio che mi manca e lo voglio incontrare al piu' presto: fammi
fissare un appuntamento per il 6 febbraio ( dopo le 11)
X Sara dai notizie
X Claudia ....e' una vergogna, senza di te lo zaino
di Nello e' tutto un casino !!
X Michele ...spiacenti ma niente serpentelli !!
giovedì
29 gennaio 2004
-STANCHI MA FELICI-
E dove ci eravamo lasciati? Ah gia' alle terme... si e' vero ci
siamo concessi mezza giornata alle terme: piscine di acqua bollente ai piedi del
vulcanuccio di soli 5016 metri…….. niente di speciale se non il panorama e
la ulteriore "botta" de sole ( Enrica ha il naso spellato…. cio'
vuol dire che ha una abbondante percentuale del suo corpo spellata).
Al volo su un bus ( vi abbiamo detto che si sale in
corsa) poi su un secondo ed un terzo con panorami fantastici sul Chimborazo (il
vulcano piu' alto di oltre 6300mt) ed eccoci ad Alausì : un paesino sperduto in
una gola tra alte montagne.
Nessuno in giro, niente macchine, poche locande,
nessun turista, niente internet.....siamo rimasti meravigliati....ma noi siamo
arrivati li' per prendere il famoso trenino delle Ande che passa solo tre volte
a settimana proveniente da Riobamba.
Visto che il percorso e' uso farlo sul
tetto....abbiamo preferito ( in assenza di turisti in giro per tutto
l’Ecuador) salire all'ultima stazione per percorrere solo il tratto
spettacolare della Nariz del Diablo senza farci la nota ammazzata di 6 ore sul
tetto del treno.
Ebbene alle 11 , puntuale , in lontananza si e'
sentito il fischio del treno , ....il paesino si e' svegliato per incanto, sono
usciti venditori, donnine, bambini da ogni uscio ed ecco..... fischiando
arrivano tre carrozze merci e due passeggeri....sul tetto delle carrozze una
moltitudine di giovani ( ed anche non ) di tutto il mondo, nelle carrozze
passeggeri solo pochi gringos statunitensi non disponibili a mischiarsi con il
pueblo allegro e colorato del tetto....abbiamo faticato a ritagliarci un
posticino al sole anche noi approfittando di qualcuno che è sceso per
sgranchirsi un po’ le gambe , abbiamo affittato dagli omini un cuscino e
via...
Stretti stretti sul tetto accade di tutto, mentre il
trenino va su rotaie precarie e a precipizio nella vallata, i ragazzetti
saltellano tra i nostri piedi vendendo “aguita” e “colita” , ma anche
patatine e dolcetti, ma la cosa piu' divertente e' stato il controllore che
sempre in piedi ed in bilico ci ha scavalcati metodicamente per controllare con
attenzione i biglietti di tutti. Il trenino e' partito tra i saluti dei bimbi e
delle donne nei loro costumi.
La giornata e' stata totalmente solare per cui
scottatura su scottatura, ma la discesa e' stata troooooooooppo divertente. Poi
vedrete le foto ( bollettino ad oggi Nello 450 della digitale , Enrica 720).
Finito questo spasso rientriamo ad Alausi' che ci
vede partire per Cuenca per poi riaddormentarsi subito fino al trenino di venerdì
prossimo.
Ancora 4 ore di bus, su e giù per le Ande, viste sui
vulcani, passi ad alta quota e stasera siamo a Cuenca perla dell'Ecuador.
Siamo stanchi e domani lentamente andremo alla
scoperta del coloniale prezioso di questa citta'.
A presto Enrica Nello
X Silvia dammi notizie di Kinder
x da riferire a Paolo B." avro' per te un dettagliato reportage fotografico su una delle piu' assurde linee ferroviarie ".
X Michele .... e vai col raduno !!!!! mi sta bene
qualsiasi data...dente permettendo !!
X Sara Auguri ed e-mail a parte
stazione di Alausì deserta
il trenoiè partito: il controllore verifica i biglietti sul tetto
sabato
31 gennaio 2004
-CUENCA-
Siamo a Cuenca citta' coloniale molto bella.
Siamo ancora sui 2500 metri e lo smog della citta' spezza il fiato e le
gambe, il nostro alberghetto e' delizioso, ma la stanza e' al terzo piano...puffff,pufff.
Oggi con due ore di bus in andata e due al ritorno ci siamo di nuovo
arrampicati sulle Ande ( 3000 ed oltre sui passi ) per andare a visitare il sito
Inca di Ingapirca che dicono sia il piu' importante dopo Machu Pichu ....in
realta' ci ha delusi un po' ed abbiamo rimpianto i siti Maya.
Comunque i paesaggi valevano il viaggio: belle
vallate verdi, punteggiate di case e mandrie.
Domattina presto si parte per Guayaquil
....finalmente si scende al livello del mare , fara' molto caldo, ma meglio
cosi' incamereremo piu' calore possibile prima di “regressare” tra di
voi tutti innevati!!
Enrica Nello
Mercato di Cuenca: Nello è sconvolto di fronte al cioccolato amaro
Mercati e cupole
lunedì
2 febbraio 2004
-Dalle Ande al mare-
Con un viaggio di 4 ore siamo ( finalmente ) scesi dai monti al mare.
Il viaggio e' stato faticoso e stupendo: infatti il
bus ( carico di donnine, bimbi, mercanzie e noi due strampalati turisti
italiani) per scendere da quota 2500 al mare ha pensato bene di scavalcare una
montagna riportandoci a quota di 4000 piu' o meno.
La "ruta nueva" attraversa infatti il
parco nazionale del Cajas tra paesaggi fantastici : il paramo, a oltre 4000, era
incastonato di una miriade di laghi , laghetti e lagune, con qualche lama qui o
la' che sembravano messi in posa.
E' stata dura perche', nonostante dovessimo essere
gia' abituati alle altitudini, a tutti e due ci e' mancato il respiro, forse la
salita era stata troppo rapida.Comunque nulla in confronto alla discesa!!!
Tipo atterraggio di aereo in un'ora siamo scesi da 4000 al mare, dal paramo ai
cactus e banane!!
Che fatica, ma a quota zero resuscitiamo e scopriamo
con gioia di non essere stati senza forze per...vecchiaia, come temevamo, ma
solo per altitudine!
Recuperate le forze ecco la sorpresa grandiosa
di Guayaquil: seconda citta' dell'Ecuador, trascurata dagli itinerari turistici
e sconsigliata perchè "pericolosa" invece si e' mostrata a noi
meravigliosa!
Nello l'ha battezzata la Barcellona dell'Ecuador.
Nuove strutture moderne avveniristiche di ottimo
gusto si accostano ad un bel coloniale restaurato con classe.
Piazze , fontane illuminate, giochi d'acqua,
poi il grandioso Malecon che per due o tre km. alterna giardini, fontane,
gelaterie, centri commerciali, mostre, il tutto con un buon gusto ed una pulizia
strabiliante.
E per il tramonto nuova sorpresa...sapevamo del
malfamato quartiere del porto, casine arrampicate su una collina da cui si gode
il panorama di tutta la citta' ( che e' adagiata sulla foce di un ampio fiume
creando isolone ed isolotti) , ma non sapevamo della deliziosa opera di restauro
appena terminata. Insomma vi basti , a misura, che Enrica in un pomeriggio ha
dedicato a Guayaquil due rollini da 36 foto !!!
il malecon e la collina de Las Peñas
Ed ora ?
Dopo altre 4 ore sui bus ( stavolta con optional di due galli vivi e canterini a bordo) eccoci qui alla playa: Puerto Lopez.....palme...hotel italiano (con spaghetti), quasi di lusso per il nostro standard, una cerveza fria e.....pacchia finalmente.
Cerchiamo di recuperare le forze restando immobili a fissare le evoluzioni delle fregate all'arrivo delle barche dei pescatori e qualche mandria che passeggia sulla riva dell'oceano....e' tutto per finire, così passeremo questi ultimi due giorni prima di rientrare nella nostra ( pur amata) italietta!!
Si ringrazia:
- per la pazienza con la quale avete sopportato
i nostri resoconti,
- per l'invidia trattenuta,
- per lo sforzo che farete senza meno per eliminare
ogni traccia di neve e ghiaccio prima del nostro ritorno ( non lo sopporteremmo)
- per i manicaretti rigorosamente italiani che
vorrete cucinarci al rientro.
Per quest'anno e' tutto ( abbiamo finito i soldi!! )
arrivederci al 2005 !!!
Enrica Nello
P.s. X Silvia : vedi di farmi trovare in frigo.
spaghetti, pomodoro, mozzarella, bistecche, abbacchio, ( non pollo) ,
prosciutto crudo, vino , melanzane, basilico etc.
28 GIORNI IN ECUADOR
8 gennaio / 5
febbraio
Alla scoperta dell’Ecuador per 28 giorni…. e non
sono bastati !
Già perché solitamente ogni anno cerco di ritagliarmi dal quotidiano più giorni possibile da dedicare al mio viaggio nella considerazione che molto probabilmente in quel paese non avrò modo di tornare più: troppe sono le mete in lista di attesa.
Occorre pertanto un programma ben studiato per non
perdersi nulla.
Per L’Ecuador , vista la stagione invernale,
stagione delle piogge per la zona orientale, abbiamo scartato a tavolino tutta
la zona amazzonica e quella nord pacifica che prevedevano una opportuna
profilassi antimalarica e che comunque erano già similari ad altre esperienze
già fatte o ad altri nostri programmi a breve termine.
In effetti il territorio dell’Ecuador si divide in
quattro zone distinte ed egualmente degne di visita:
Þ
la
sierra ( tutto il percorso andino)
Þ
la
selva (foresta amazzonica dell’est )
Þ
la
costa (tutta la costa pacifica)
Þ
le
Galapagos
ma vorrei aggiungere un ulteriore “zona” ancora diversa ed interessantissima: le città : Quito, Cuenca, Guayaquil : le abbiamo trovate tutte e tre interessantissime, per architettura, culture ed etnie e valgono assolutamente una sosta accurata.
Davvero restringere il programma su 28 giorni è
stato arduo ed onestamente non capisco chi riesce ad accontentarsi di una
toccata e fuga di due sole settimane, il viaggio infatti è stato intensissimo e
faticoso anche per le altitudini.
In pratica escludendo le ultime due giornate passate
sulla costa pacifica il nostro itinerario si è concentrato su Ande , città e
Galapagos.
Ed ecco non un racconto, né un resoconto, ma una
serie di segnalazioni (con asterischi indice del livello tutto personale del
nostro gradimento - devo precisare che non abbiamo avuto un solo giorno di
pioggia, i cieli erano sempre limpidi e le viste sui vulcani perfette,
ovviamente il livello di gradimento risulta molto condizionato dalle condizioni
meteo )
Ho segnalato alcune località con dei punti interrogativi sono quelle che avremmo voluto inserire, ma per economia di itinerario sono rimaste fuori, ma per notizie apprese sul posto sembra fossero degne di visita.
Ibarra la domenica pomeriggio è semideserta. Le strade e le piazze sono bellissime senza il traffico.
Nelle gelaterie si trova il prodotto più noto di Ibarra e orgoglio locale: il gelato alla paila.
Nelle panchine solo coppiette di innamorati. E tutti gli altri dove sono?
Il mercato di Ibarra vicino al terminal terrestre. Ecco dove erano tutti gli abitanti di Ibarra la domenica pomeriggio!
Come in tutte le città dell’Ecuador, anche Ibarra ha il suo monumento alle porte della città.
Non si tratta sempre si altissime opere d’arte, ma talvolta questi monumenti sono importanti per capire il carattere della città.
Qui vi sono due bambini che giocano con un acquilone, uno bianco e un nero. Che cosa vi ispira?
Il mercato di Otavalo è pieno di colori, turistico ma non troppo.
v
Quito
****
v
Verso
nord: -
-
Otavalo**(tessuti),
-
S.Antonio di Ibarra*( legno),
-
Cotachachi
*(cuoio)
-
Laguna
Cuicocha**,
-
Ibarra*,
-
El Angel ed il suo paramo****,
-
Mitad
del Mundo mezzo asterisco e non di più,
-
Calderon*
(figurine di pasta di pane).
v
Verso
sud:
-
Latacunga*,
-
mercato
di Saquisilì***,
-
escursione
al Cotopaxi****( non siamo andati al
rifugio per il “percorso turistico” ma per
un
itinerario alternativo lungo il canalone della lava fino alle cascate “latte e
cioccolata” per un totale di tre ore in salita e due in discesa!! ) ,
-
mercato
di Zumbahua****,
-
laguna Quilotoa****,
-
mercato
di Pujilì* (deludente rispetto alle
aspettative, forse perché “modernizzato” di recente ha perso ora il suo
fascino) e santuario de Isinche*,
-
Baños**,
cascate di Baños** (Ayagutan, Ines Maria, Piallon del Diablo) , terme di Baños
(deludenti),
-
vedute sul
Tunguraua in eruzione****,
-
Riobamba
?,
-
treno
di Riobamba****(
noi lo abbiamo preso ad Alausì, cosa sconsigliata da tutte le guide perché si
rischia di non trovare posto sul tetto, ma era un mercoledì di bassa stagione e
ci è andata benone evitandoci le 5 ore da Riobamba ),
-
Alausì
* (cittadina fantasma: vive solo tre volte alla settimana al passaggio del
treno per il resto non c’è nulla e nessuno in giro, solo pochi alberghi cari
e squallidi, troverete difficoltà a cenare dopo le 20, graziosa la zona
restaurata intorno alla stazione ),
-
Ambato ?,
-
vulcano
Chimborazo :vedute****,
-
escursione
al vulcano ?,
-
Cuenca****,
mercati di Cuenca**** ,
-
Ingapirca
* (è il sito Inca, ci ha deluso un po’ anche se la strada per arrivarci è
bellissima –più di 2 ore da Cuenca- ed il posto è fantastico....le rovine un
po’ meno ),
-
parco
nazionale del Cajas****,
v
Guayaquil****
( le guide la sconsigliano, i resoconti in rete la saltano, noi siamo rimasti
sorpresi ed affascinati : da non mancare il Malecon****
e la collina de Las Peñas****,
purtroppo le avevamo destinato troppo poco tempo e credo sia stato un errore,
consiglio di aggiornarsi un po’ prima di partire perché da città malfamata
quale era è ora evidente un’opera di “recupero” imponente e di classe.)
v
Piccolo assaggio di costa pacifica:
-
Puerto Lopez** ( raccomandabile da giugno a settembre per
l’avvistamento delle balene…negli altri mesi è un posto anche troppo
tranquillo e di relax, anche i dintorni valgono però la gita: a nord il parco nazionale di Machalilla, a sud alcune belle
spiagge deserte, rammento che in inverno il mare è caldissimo, in estate
gelato), tornando verso Guayaquil abbiamo voluto toccare con mano l’orribile
Salinas –la Rimini dell’Ecuador- e ne siamo fuggiti rapidamente, forse è
solo il posto giusto per chi è in cerca di qualcosa da fare la sera,
visto che in tutto l’Ecuador dopo le 21 non c’è altro da fare che
andare a nanna, ma non ve la consiglio egualmente )
v
Galapagos******-
Assolutamente da non mancare e da programmare senza tempi ristretti . E’
veramente qualcosa di speciale ed irreale, non sciupate il viaggio con il
“toccata e fuga” che vi propinano le agenzie, molto probabilmente nella vita
non ci tornerete un'altra volta ed allora non lasciatevi rimpianti . Premesso
che è un’esperienza costosa visto che solo per toccare il loro suolo vi serve
un biglietto aereo –costoso per noi turisti- e ben 100$ di tassa di ingresso, cerco ora di darvi un po’ di
consigli validi però alla sola
condizione che voi viaggiate in bassa stagione (ma la regola del buon
viaggiatore è sempre di viaggiare in bassa)
.
-
Evitate i mesi estivi: c’è il pienone di europei, i prezzi sono più
alti, il mare è mosso e l’acqua gelata .
-
Non prenotate niente dall’Italia, e nemmeno da Quito, l’ideale è
iniziare la ricerca di un volo da Guayaquil : cercate un last minute per Baltra
(l’isola di Santa Cruz e non per
San Cristobal) .
-
Arrivati a Santa Cruz ( aeroporto sull’isoletta adiacente di Baltra)
dopo aver pagato i vostri 100$ senza scampo, con un bus, un traghettino ed un
altro bus arriverete a Puerto Ayora e già vi sentirete immersi nella magia
delle isole: aironi, sule, pellicani, iguane, fregate diventeranno i vostri
fedeli compagni a distanze ravvicinate… e la sera tardi passeggiando sul
molo.. incontri di tutti i generi animali immaginabili.
-
Calma e senza fretta, dico questo perché il metodo tutto ecuadoreño di
fregarvi è quello di mettervi fretta…. Cercate un alberghetto economico ( ce
n’è molti noi siamo stati al residence Flamingo- bagno privato
) e fate un primo giro del pueblo ( scoprite la stradina dei chioschi-
ristorantini ) ed adocchiate le varie agenzie…. ma attenti agli squali di
terra!
-
Ed ora attenzione vi diranno che le isole sono parco naturale e non si
può andare in giro liberamente senza guida… non è del tutto vero: nei
dintorni di Puerto Ayora ci sono diverse spiagge bellissime libere di accesso ,
potrete fare snorkeling ed ho visto anche surfisti, una è Tortuga Bay che vale
una visita, ancora un'altra ( molto piccina ma con un mare antistante molto popolato) è nei pressi del centro
Darwin – che potrete visitare gratis e per tutto il tempo che vi pare – ed
ancora un’altra si raggiunge con il taxi-boat dal molo ed è la playa de los
Alemanos. Detto questo ed aggiungendo che Puerto Ayora ha anche gelaterie, caffè,
internet point, pizzerie, ristoranti italiani ( cercate Pippo il Palermitano
spenderete un po’ di più ma…. Pippo vale la pena è uno show-man, cucina e
canta benissimo) capirete perché
non dovete avere fretta.
-
Ed ora parliamo del mercato/businnes delle crociere. Mentre
dall’Italia e da Quito vi parlano di crociere di 4,5 o 8 giorni, a Puerto
Ayora le stesse diventano di 3,4,7 giorni e già abbiamo fatto un passo avanti
considerando che ogni giornata a bordo vi costerà dai 65/75$ minimi a prezzi
per nababbi. Ma c’è di più: ogni crociera prevede anche una intera giornata
per visitare l’isola di Santa Cruz, ma se voi ve la visitate da terra
mai vi costerà quanto una giornata a bordo . (E’ consigliabile
l’escursione a terra per circa 20$ per andare a vedere le tartarughe
giganti**** , un paio di crateri vulcanici ,
una galleria lavica *) Tutte le
barche sostano almeno una giornata intera nella baya di Puerto Ayora. Ed allora
, fatevi proporre dalle agenzie tutte le varie partenze nei giorni successivi ed
i vari prezzi last minute, prendete
accurata nota del nome delle barche e poi via di corsa al molo salite sul
taxi-boat e fatevi portare (0,5$) a bordo delle singole barche. A bordo potrete
contrattare il prezzo direttamente col capitano, verificare la sistemazione,
accertarvi dell’itinerario-visto che spesso lo cambiano e le agenzie nemmeno
lo sanno- non solo , ma vi imbarcheranno solo dopo cena così voi risparmierete
ancora un’altra giornata sul salato conto; ed ancora il capitano sarà lieto
di cedervi anche la sua cabina ( a noi è successo proprio così ), trovando per
lui un’altra sistemazione.
-
Viste le spiegazioni che vi ho dato mi sembra ovvio consigliarvi la
crociera di 8 giorni che poi non sono nemmeno 7, perché quelle più brevi non
vi compensano nemmeno di tutto quello che avete già speso di aereo ed ingresso
e soggiorno alle isole ).
-
Ancora…. A fine crociera, cioè alle nove del mattino dell’ultimo
giorno , vi scaricheranno all’aeroporto di Baltra,
dove arriva il carico di nuovi polli da spennare , noi, avendo scelto di
passare ancora due notti a Puerto Ayora, abbiamo chiesto di poter sbarcare solo
al tramonto godendoci così un’altra intera giornata a bordo senza extra ma questo dipende dall’itinerario della
barca e da quanto…. avrete fatto amicizia col capitano. ( Il nostro era
fantastico: la barca ANTARTIDA –decisamente non di lusso e decisamente non in
piena forma- era allegra ed accogliente con
un cuoco super e soprattutto piena di allegri ragazzi di tutta europa e non di
ricconi con scarpe nuove e puzza sotto al naso come si rischia di trovare sulle
barche più in !!)
E’ tutto sulle Galapagos.
Ora per finire una serie di brevi flash su aspetti
che ci hanno colpito
Þ
“qué
le vaja bien” è il saluto più frequente
Þ
Gli jugos
sono ottimi ( anche di tomate)
Þ
I bambini
sono belli, ma i lama sono più puliti!
Þ
Dai bus
si sale e si scende in corsa, la destinazione non è quasi mai scritta, ma
gridata dal bigliettaio appeso fuori al bus.
Þ
Sui bus
vendono di tutto
Þ
I
diminutivi sono abituali sentirete “dollarito” “centesimino” ma il più
bello è stato “basurita” !
Þ
Posti
telefonici tanti (ed economici per l’Italia) anche internet quasi ovunque.
Þ
Può
convenire mangiare nei mercati ( Baños il più nuovo e pulito) anche perché
potete vedere prima il cibo che vi sarà servito.
Þ
Non
ponete mai il vostro zaino nei vani alti del bus e nemmeno sotto il sedile:
tenetevelo in braccio.
Þ
La
“fritada” non è una frittata ma tocchetti di maiale fritti in padelloni
d’olio (!?!) e serviti con mais fritto e patate lesse ( si mangia con le mani
ed è buona)
Þ
Gli hotel
sono soliti tenere il portone rigorosamente chiuso anche di giorno occorre
suonare per entrare.
Þ
Nella
stanza dell’hotel di Guayaquil il televisore era inserito in una gabbia di
ferro con lucchettone, il condizionatore d’aria anche, ma la cosa che più ci
ha colpito è stata che il portacenere era ……..“inchiodato” al comodino
!!